P.A.T.T. - Sezione Altopiano di Pinè
NEWS
IL DIRETTIVO DEL PARTIRO AUTONOMISTA TRENTINO TIROLESE
AUGURA A TUTTI UNA SERENA PASQUA!!
MARTEDI' 10 APRILE 2012 SERATA AUTONOMISTA:
ore 19:30 pizzeria Canè in Fiore...
saranno presenti:
il presidente del partito: Walter Kaswalder;
gli assessori provinciali: Ugo Rossi, Franco Panizza, Mauro Ottobre;
il consigliere provinciale: Michele Dallapiccola.
Per problemi organizzativi chiedo gentilmente la conferma tramite sms al 349.3735756.
Vi aspetto numerosi!
CHI SIAMOVi presentiamo i nuovi componenti del direttivo:Presidente: Giacomo Andreatta - Varda Vicepresidente: Fedel Assunta - Miola Segretario Politico: Dalprà Annamaria - Sternigo Vicesegretario Politico: Mattivi Massimo - Bedollo Segretario: Bonvicini Luca - Baselga Consiglieri: Casagranda Thomas - Brusago Dallapiccola Gabriele - Campolongo Fedel Alessandra - Miola Fedel Sergio - Ferrari Giovannini Mirko - Tressilla Gottardi Walter - Faida Grisenti Bruno - Montagnaga Mattevi Floriano - Piazze Mattevi Graziano - Piazze Mattivi Marcella - Tressilla
IL PARTITOIl Partito Autonomista Trentino Tirolese (PATT) è un partito politico regionale italiano radicato nel Trentino, di ispirazione autonomista, centrista e cristiano democratica. È presente nel dibattito politico del Trentino dal 1948, fino al 1982 con il nome di Partito Popolare Trentino Tirolese (PPTT). Le radici: l'Associazione Studi Autonomistici RegionaliLe radici storiche del Partito Autonomista Trentino Tirolese vanno ricondotte ad una associazione di carattere culturale e autonomista, l'Associazione Studi Autonomistici Regionali (ASAR). L'Asar, attiva dopo la seconda guerra mondiale a partire dal settembre del 1945, fu un movimento decisivo per l'ottenimento dello statuto speciale per l'intero territorio del Trentino-Alto Adige (lo slogan del movimento era infatti «autonomia integrale da Borghetto al Brennero»). Espressione soprattutto delle istanze autonomiste e cristiano-democratiche radicate nelle valli, dove era presente con gruppi e sezioni, l'Asar fu protagonista di diverse manifestazioni per l'ottenimento della specificità e dell'autonomia trentina. Particolarmente imponente quella organizzata a Trento il 20 aprile 1947, alla presenza di 30.000 persone. Il soggetto politico: il Partito Popolare Trentino TiroleseSeguì un periodo di crisi interna al movimento, che ebbe come epilogo la decisione presa dalla maggioranza dei partecipanti all'ultimo congresso (svoltosi il 25 luglio 1948) dello scioglimento dell'Asar e la sua trasformazione in un soggetto politico, il Partito Popolare Trentino Tirolese (PPTT). Inoltre, una minoranza dei delegati costituì un altro gruppo di ispirazione autonomista, Autonomia Integrale (AI). La spaccatura nel movimento autonomista e la trasformazione di parte di esso in un partito politico provocarono la diminuzione del consenso popolare: il 28 novembre 1948 le prime elezioni regionali videro il Partito Popolare Trentino Tirolese ottenere il 16,8% dei consensi e quattro consiglieri regionali, risultato ben lontano dal 57,6% della Democrazia Cristiana di Alcide Degasperi. Nei decenni successivi il governo della regione Trentino-Alto Adige e della Provincia di Trento fu dominato dalla Democrazia Cristiana, spesso legata da rapporti turbolenti con il partito di raccolta degli altoatesini di lingua tedesca, la Südtiroler Volkspartei (SVP). Il leader autonomista in questo periodo fu Enrico Pruner, consigliere regionale interrottamente dal 1952 al 1984. Pruner cercò di modificare la condizione di subalternità del PPTT nei confronti della SVP, storicamente considerata la "sorella maggiore" del partito trentino, e al tempo stesso di ricercare un compromesso con i sudtirolesi, il cui obiettivo era la demolizione della Regione autonoma Trentino-Alto Adige e la costituzione di due enti indipendenti diversi per le province di Trento e Bolzano, soluzione che poteva minare i fondamenti dell'autonomia del Trentino. A metà degli anni '70 al nome del partito venne aggiunta la sigla "UE" (e quindi "Partito Popolare Trentino Tirolese per l'Unione Europea", PPTT-UE) per sottolineare la volontà del partito di lavorare per l'integrazione europea e per il superamento dei confini nazionali. La nascita del Partito Autonomista Trentino TiroleseCon gli anni 1980 nel PPTT emersero due gradi correnti, una più conservatrice ed una più aperta al sociale. La spaccatuta avenne nel 1982, che portò alla presentazione di due liste per le elezioni privinciali del 1983: l'Unione Autonomista Trentino Tirolese, con leader Franco Tretter, e Autonomia Integrale, guidata da Enrico Pruner. Il 29 maggio 1987 i Congressi dei due partiti, Unione Autonomista Trentino Tirolese e Autonomia Integrale, dichiarano la volontà di unirsi nuovamente in un unico partito, cosa che avvenne il 17 gennaio 1988 con la fondazione del Partito Autonomista Trentino Tirolese (PATT) di cui ne divenne segretario Carlo Andreotti. Alle elezioni del 1993 il Patt ottenne il 20,2% dei voti, ed un autonomista, Andreotti, assunse per la prima volta la presidenza provinciale. A capo di coalizioni basate su difficili equilibri politici, Andreotti dovette formare tre diverse giunte provinciali nei cinque anni della legislatura (1994-1999). Con le elezioni regionali del 1998, divenne presidente della provincia Lorenzo Dellai, a capo di una coalizione di centro-sinistra, sostenuto dalla formazione autonomistica Autonomia Integrale – Federazione Autonomista Regionale (AI–FAR), poi fusasi assieme ad altri gruppi ed ex esponenti del Patt nel movimento Le Genziane – Autonomisti Trentini. Il Patt si avvicinò invece al centro-destra, stringendo un'alleanza con la Casa delle Libertà per le politiche del 2001, nelle quali il segretario del partito, Giacomo Bezzi, venne candidato alla Camera nel collegio della Val di Non, dove fu sconfitto da Luigi Olivieri (dei Democratici di Sinistra). A seguito della sconfitta, nella seconda parte della legislatura il Patt abbandonò il centro-destra e si alleò nel Consiglio Regionale con il centro-sinistra e la SVP, eleggendo alla presidenza della regione Andreotti, governatore della regione dal 2002 al 2004. Il sostegno al centro-sinistra di DellaiAlle elezioni provinciali del 2003 il partito ha scelto di sostenere Dellai e il centro-sinistra (ottenendo il 9,0% dei consensi), mentre Andreotti ha abbandonato il partito e fondato Trentino Autonomista, formazione alleata con il centro-destra. Nella XIII Legislatura (iniziata nel 2004) il leader del Patt, Giacomo Bezzi, ha assunto la presidenza del Consiglio Provinciale, fino all'elezione a deputato nell'aprile 2006 nella lista comune SVP-Patt. Il congresso celebrato il 22 aprile 2007 a Levico Terme ha sancito la riunificazione del movimento Le Genziane – Autonomisti Trentini con il Patt, mentre l'ex leader Andreotti ha continuato a mantenere una posizione indipendente nei confronti del partito. L'evoluzione del quadro politico nazionale conseguente alla caduta del Governo Prodi II nel gennaio 2008, ha acuito le tensioni interne al partito, nel quale alcuni esponenti di minoranza hanno richiesto inutilmente un ricollocamento più vicino al centro-destra: il dibattito, comune a quello in corso nell'SVP, ha provocato la defezione di Giacomo Bezzi dal movimento e, nelle elezioni politiche del 2008, un sensibile calo di consensi che ha privato il partito della propria rappresentanza a Montecitorio. ValoriIl Partito Autonomista Trentino Tirolese è prima di tutto un partito di ispirazione autonomista, quindi volto alla difesa, alla promozione e al consolidamento dell'autonomia della Provincia di Trento. Il Patt si propone anche come partito che raccoglie le istanze delle valli trentine, spesso dislocate lontane dai grossi centri, cencando di promuovere uno sviluppo sostenibile delle stesse. Promuove inoltre una vera integrazione degli stranieri in Trentino, non attaccando a priori l'immigrazione ma riconoscendo negli stranieri un potenziale strumento di sviluppo del Trentino sempre ché siano dati loro gli strumenti per partecipare attivamente da trentini nella vita trentina e abbiano piena coscienza della cultura e della storia della terra in cui vivono. |
L'AUTONOMIA
I NOSTRI PRINCIPI FONDANTII NOSTRI PRINCIPI FONDANTIIl PATT, partito non confessionale, informa la sua azione politica ai principi morali derivanti dalla tradizionale Weltanschauung cristiana delle genti trentine e dalla dottrina sociale della Chiesa. Il PATT si ispira ai valori di libertà, eguaglianza, solidarietà e diritto alla vita, applicati non solo all'individuo, ma anche alle formazioni sociali naturali, quali la famiglia e il popolo trentino. Il PATT ispira la propria azione politica ai valori dell'autonomia politica e culturale, del federalismo e dell'autogoverno, quali tradizionali valori comuni delle popolazioni trentino - tirolesi. Il PATT si batte per un'Europa delle Regioni in cui trovi piena applicazione il principio di sussidiarietà. Il PATT, richiamandosi al diritto dell'autogoverno, riafferma con vigore la propria diretta discendenza dal movimento dell'ASAR e su tale modello fonda anche la dialettica interna aperta al confronto con tutti, privilegiando però l'anima trentina autentica, le vallate e la montagna, la parte di società più lontana dai centri di potere economico e politico. L'impegno della salvaguardia dell'Autonomia rimane l'obiettivo storico del P.A.T.T. Il PATT ribadisce le proprie radici popolari e la propria vocazione interclassista e trasversale rispetto alla comunità trentina, proponendosi come partito di raccolta degli autonomisti autentici. Il PATT sottolinea la necessità di richiamarsi anche nell'azione politico-amministrativa al buon senso dei nostri padri. Il PATT lavora per la semplificazione burocratica e amministrativa, per avvicinare le istituzioni al cittadino, opponendosi a logiche consociative tipiche della partitocrazia romana. Il PATT ribadisce la propria visione dell'Autonomia non come fine, ma come strumento per lo sviluppo del Trentino. Il PATT si pone come ponte fra il mondo latino e la cultura mitteleuropea. Il PATT ribadisce il proprio ruolo di forza di governo, avendo maturato e volendo rafforzare il proprio ruolo di forza propositiva, consapevole che "si può governare anche dall'opposizione". Il PATT promuove la propria apertura al confronto interno, rifiutando le contrapposizioni violente, la degenerazione del dibattito, i personalismi. Il PATT si impegna a diffondere una cultura amministrativa basata sulla efficienza, sul principio di responsabilità e sull'interdipendenza fra diritti e doveri. Il PATT riconosce che al fine di conquistare ulteriori spazi di credibilità deve essere osservata una rigorosa disciplina di partito nel pieno rispetto degli organi preposti e dei ruoli a ciascuno affidati democraticamente dal congresso e dagli altri organi elettivi. Per un'efficace azione politica va curata e potenziata l'organizzazione interna e quella sul territorio con commissioni di partito e referenti affidabili in ogni comune del Trentino, in grado di costituire una forte cinghia di trasmissione fra la periferia e il centro. Il PATT rivendica la propria assoluta centralità nel panorama politico che si realizza attraverso il richiamarsi ai valori della dottrina sociale della Chiesa, della solidarietà e della sussidiarietà, del volontariato, della cooperazione e della famiglia. Il PATT si batte per il raggiungimento di una completa autonomia su tutto il territorio, con conseguente diritto all'autogoverno e all'autogestione dell'economia, della finanza, della scuola, della cultura, della sanità, della previdenza e delle politiche sociali, della giustizia e dell'ordine pubblico. Il PATT consapevole della perifericità del Trentino rispetto all'Europa, ribadisce la propria vocazione europeista e il proprio impegno a collaborare con la vicina provincia di Bolzano e con il Tirolo alla costruzione di una Euroregione Trentino Tirolese capace di rappresentare efficacemente in sede europea i problemi e le esigenze di questo territorio alpino. Il PATT sottolinea la necessità di un'apertura al confronto e di un'azione dinamica di fronte alle questioni che quotidianamente la politica pone, con l'obiettivo di garantire una solida prospettiva di governabilità. Il PATT, ribadita la volontà di rafforzare il dialogo ed i legami con il mondo autonomista di lingua tedesca, valuterà l'apertura di nuove frontiere di governabilità attraverso il confronto continuo e costruttivo verso tutte le varie anime autonomiste, la vasta area moderata, popolare, centrista, autonomista e federalista. dal sito www.patt.tn.it |
